Testi laboratorio Passaggi-cambiamenti
“PASSAGGI- CAMBIAMENTI”
Laboratorio condotto da Gianpaolo Petrucci
Testi utilizzati
Il FOLLE. Mi chiedi come io sia diventato un folle. Accadde cosi'. Un giorno, molto prima che molti dei fossero generati, mi svegliai da un profondo sonno e
scoprii che tutte le mie maschere mi erano state rubate - le sette maschere
che in sette vite io avevo forgiato e indossato.-
E senza maschera corsi per le vie affollate gridando:" Ladri, ladri, maledetti ladri!"
Uomini e donne ridevano di me , e alcuni corsero a rinchiudersi nelle loro case per paura di me.
E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane mi grido' dal tetto di una casa:" E' un folle!"Volsi lo sguardo la' in alto per guardarlo. E il sole mi bacio' per la prima volta il volto nudo.Per la prima volta il sole bacio' il mio volto nudo, e la mia anima avvampo' d'amore per il sole, e non desiderai piu' le mie maschere.E come in "Trance" gridai:" Benedetti, benedetti siano i ladri che rubarono le mie maschere".Fu cosi' che divenni un folle.
E ho trovato liberta' e salvezza nella mia pazzia Liberta' di solitudine e salvezza dall'essere compreso, giacche' coloro che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi .
Ma non vorro' essere troppo fiero di questa mia salvezza.Anche un ladro in prigione e' salvo da un altro ladro.
( Kahlil Gibran).
Autunno
Le foglie cadono da lontano, quasigiardini remoti sfiorissero nei cieli;
con un gesto che nega cadono le foglie.
Ed ogni notte pesante la terracade dagli astri nella solitudine..
Tutti cadiamo. Cade questa mano,e così ogni altra mano che tu vedi.
Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno con dolcezza infinita le tiene nella mano. (Rainer Maria Rilke)
La linea d’ombra
La linea d'ombra, la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.
( Jovanotti )


